CONOSCIAMO MEGLIO I SANITARI DI CURE PALLIATIVE - Il dottor Francesco Pinta

28/03/2022

 

L'intervista di questo mese è dedicata al dottor FRANCESCO PINTA, 40 anni, dipendente presso l'ASL di Asti all'Ospedale Cardinal Massaia, Reparto di Oncologia e Cure Palliative intra ed extraospedaliere, con la qualifica di Dirigente medico Palliativista

Chi è - Si laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi Palermo a pieni voti. Si trasferisce a Torino dove si specializza alle Molinette in Oncologia Medica. Qui svolge la sua professione presso il Day Hospital dell'Oncologia Medica e frequenta numerosi corsi di formazione in Cure Palliative e gestione della terapia del dolore cronico. Attualmente è iscritto al corso di Master di 2° livello in alta formazione e qualificazione in cure palliative dell'Università Statale di Milano.

"Saper ascoltare il silenzio di un aiuto" Con questa frase molto evocativa il dottor Pinta cerca di spiegare l'importanza delle cure palliative e perchè abbia scelto di diventare un medico palliativista. "La palliazione è il completamento della mia formazione iniziata in Oncologia alle Molinette di Torino. Frequentando il reparto di Oncologia mi sono reso conto della necessità di una umanizzazione della medicina e della gestione di malattie 'inguaribili' ma 'curabili' mettendo al centro non la malattia in sè, ma il malato".

Cosa sono le cure palliative Le cure palliative stanno assumendo sempre maggiore rilevanza nella coscienza civile e nel dibattito culturale. Le cure palliative costituiscono un settore della medicina in cui sono più che altrove enfatizzate l’umanizzazione e la necessità di un lavoro comune e integrato fra varie discipline. La Legge 38approvata dal Parlamento italiano il 15 marzo 2010 ha stabilito le norme che danno ordine al sistema di cure palliative e di terapia del dolore nel nostro Paese, comprensivo della sua parte formativa.

"Per spiegare cosa sono le Cure Palliative moderne può essere d'aiuto pensarle come una piramide. Alla base c'è un approccio palliativo che deve essere effettuato da tutti i sanitari in generale. Salendo la piramide troviamo le cure palliative di base (rivolte al paziente con bassa/media intensità assistenziale)dove il medico palliativista supporta la medicina territoriale ed il medico di medicina generale, il quale ha formazione in cure palliative e ha un ruolo di coordinamento. In cima ci sono le cure palliative specialistiche (rivolte al paziente con alto coefficiente di intensità assistenziale) doveil medico palliativista deve avere formazione nella gestione di sintomi “difficili”, capacità comunicative , organizzative, competenza in procedure invasive. In questo caso il palliativista ha un ruolo di coordinamento con gli altri operatori sanitari".

Con questa schematizzazione si capisce come le cure palliative non siano finalizzate solo al fine vita ma a tutta la traiettoria di malattia. Continua Pinta: "Le cure palliattive interessano un alto numero di operatori che lavorano in equipe: infermieri formati e motivati, medici palliativisti, operatori socio sanitari, fisioterapisti, psicologi che insieme collaborano con i medici di medicina generale. Affiancano questa equipe prettamente sanitaria anche i volontari delle associazioni. Questo gruppo di persone che lavorano insieme in modo coeso è il punto di forza per la gestione di pazienti con malattie complesse".

Competenze e formazione nelle CP Spesso quando si parla di cure palliative i concetti che vengono alla mente sono tre: morfina, fine vita, empatia. In realtà c'è molto di più. Per occuparsi di palliazione servono competenze, tecnica e una formazione continua. Una dimostrazione deriva dal fatto che il dottor Pinta sta attualmente frequentando un Master di 2° livello in alta formazione e qualificazione in cure palliative,"la porta di ingresso delle cure palliative del futuro". Ma in cosa consistono queste CP del futuro? "Maggiore competenza, maggiori capacità organizzative per la rete locale e regionale di cure palliative, più conoscenza normativa per riuscire a dirimere le varie problematiche anche etiche che emergono quando si affrontail fine vita. E inoltre, competenza nell'uso dei farmaci oppioidi e non, capacità tecniche procedurali e saper condividere e lavorare in equipe.

 

Chi è quindi il medico palliativista? - “E’ colui che ha competenze specifiche. Un palliativista non dovrebbe solo possedere capacità empatiche (aspetto essenziale di ogni specialità medica) ma avere la capacità di gestire percorsi di malattia avanzata (sia oncologica che non) dalla fase iniziale (cure palliative precoci o simultaneus care) sino al fine vita. Medicina palliativa significa competenza e formazione continua, per questo finalmente in Italia si sta attivando la scuola di specializzazione in CP.

 

Palliative Care Box Si tratta di un'eccellenza astigiana, nata nel 2018 da un'idea del dottor Pinta, insieme al dottor Paolo Rappa Verona e all'equipe infermieristica che mette in relazione ospedale e territorio. Un'innovazione che ha cambiato la gestione delle cure palliative sul territorio in meglio riducendo l'ospedalizzazione e favorendo l'aderenza terapeutica e il riconoscimento dei sintomi. Apprezzato da diversi operatori sanitari il progetto è stato discusso anche in un gruppo di studio della Rete Oncologica Piemonte e Valle d'Aosta. "In altre realtàè previsto un kit di farmaci consegnati a domicilio. Nel caso del Palliative Care Box oltre alla consegna dei farmaci si innesca anche un processo comunicativo con il paziente ed il caregiver [colui che si occupa del malato NdR], e un piano di condivisione di protocolli terapeutici con i medici di medicina generale e di continuità assistenziale .

 

Secondo il dottor Pinta un possibile futuro sviluppo del Palliative Care Box, anche in concomitanza del piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), potrebbe prevedere l’ideazione di un applicativo (App) finalizzato ad incrementare il processo comunicativo tra personale sanitario e caregiver creando quindi un “interfaccia virtuale” tra il domicilio (luogo di cura del paziente) e l’ospedale, così da favorire una maggiore aderenza alla terapia da parte del paziente/caregiver ed una modulazione efficace dei controlli clinici domiciliari.



 

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